Fino all' ultimo centesimo di me

scritto da Francesco Giardina
Scritto Ieri • Pubblicato 23 ore fa • Revisionato 22 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Francesco Giardina
Autore del testo Francesco Giardina

Testo: Fino all' ultimo centesimo di me
di Francesco Giardina

I nostri conti, questo tipo di conti, hanno soprattutto un Iban diverso: Sono senza codici né filiali.
Hanno 27 caratteri alfanumerici e 200mila speciali,
molti dei quali intrattabili e non ripetibili ad alta voce.

I titolari non sono persone normali
però sono affidabili debitori e dei pazienti risparmiatori,
ma soprattutto, investono tutto quel che hanno sulla fiducia.

Sono, e mi piace tanto chiamarli così, Ibannati d' arte:
quelli che pagano tutto sopra la loro pelle.
Prestano tutto e non vogliono interessi; danno anche la vita..
fanno poesia da noleggio.

Sono solo uomini ma lo fanno bene..

Affittano e affettano dolore in cambio
di valuta corrente, al solo costo di emozioni, in formato bonifico istantaneo e versato sul numero di conto della loro anima.

L’ iban non è lo stesso liquido che usate per versare i vostri sogni.

Locano, giocano e s’ allocano, dove possono.

Avrei voluto dirvi di più sul loro
e sul mio di conto, ma personalmente, io non ne tengo altri, e in più  quello che posseggo, dentro la mia anima è pure in rosso.
Profondo grosso.

Perché un conto è scrivere per appagare - e "appagarsi" si fa sempre presto, basta e avanza un conto che torni-
e un altro conto è pagare fino all' ultimo spicciolo d' anima..

è rimanerci in rosso.
Profondo  posso, profondo rosso,  
pos e non riposs, ripass col pos che plafond plutard ripos..
"C’ est moi si que rouge pos"..

che posso solo guarirmi e circonda' armi di  poveri
e pazzi..

e povero e pazzo continuerò a sputare
e pagare anima,
finché non avrò risolto
(..o risorto, ho risolto?)
l’ ultimo credito ad-debito dei miei pensieri. 

Fino all' ultimo centesimo di me
che verra domani

 

 

Fino all' ultimo centesimo di me testo di Francesco Giardina
11